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13 Maggio 2008
Marco Santambrogio
Se i neuroscienziati fossero in grado di descrivere come funziona la percezione ed i linguisti di fare lo stesso per le strutture sintattiche del linguaggio umano, tutto sul pensiero sarebbe chiarito? “E' stupefacente ciò che riesce a fare il linguaggio. Con poche sillabe riesce a esprimere un numero incalcolabile di pensieri”, scrisse F. G. Frege. Ciò non sarebbe possibile se la struttura del pensiero non si modellasse sulla struttura dei vari enunciati. Ma i rapporti tra linguaggio e pensiero rimangono misteriosi: alcuni principi che giudichiamo ovvi e che utilizziamo nell'attribuire pensieri agli esseri umani, generano incertezze e difficoltà finora irrisolte. Marco Santambrogio Professore Ordinario di Filosofia del Linguaggio presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Parma. Socio Fondatore della Eur. Soc. For Analytical Philosophy e della Soc. It. di Filosofia Analitica. Ha pubblicato saggi sulle riviste Nous, Synthese, Dialetica, Journal of Philosophy, ed il volume Manuale di scrittura (non creativa) (G.Laterza, Bari-Roma, 2006). I suoi principali temi di ricerca sono la teoria semantica e la nozione di verità, oltre ad argomenti di filosofia morale.
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