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25 novembre 2008
Emilio Gerelli
Il riscaldamento della superficie terrestre è da molti considerato un pericolo incombente, fonte d’allarme per il pianeta e i suoi viventi. Le opinioni diffuse dai mass media provengono in gran parte da un’agenzia ONU, l’Intergovernamental Panel on Climatic Changes (IPCC) e da altre fonti internazionali, anch’esse per lo più fondate sui dati IPCC. Per contro, un gran numero di studiosi e specialisti di varie Università nel mondo contesta la validità previsionale di tali dati, prevalentemente derivati da elaborazioni operate da supercalcolatori. In particolare, si dubita sull’attuale possibilità di costruire modelli ipotetici credibili sull’evoluzione di un sistema complesso qual è l’atmosfera del nostro pianeta. Inoltre, severe critiche si rivolgono ai metodi di comunicazione dell’IPCC, non di rado ritenuti scorretti. Emilio GERELLI è Professore Emerito di Economia Ambientale presso la Facoltà di Economia dell’Università di Pavia. Accademico dei Lincei, è stato Sottosegretario del Ministero dell’Ambiente, più volte componente di commissioni ministeriali ad hoc e Consigliere economico del Ministero per l’Ambiente. Membro della Commissione per l’Ambiente dell’OCSE e Presidente del Gruppo di Economia Ambientale della stessa Organizzazione, ha partecipato a numerosi gruppi di lavoro della CEE. È autore di oltre un centinaio di pubblicazioni in argomento di Economia e Ambiente.
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