La Società di Letture e Conversazioni Scientifiche nasce a
Genova nel
1866 nel fervore delle idee di rinnovamento che accompagna il sorgere dell'Italia Unita.
La sua storia prende avvio da un gruppo di professionisti, accademici, imprenditori e amministratori che cominciano a riunirsi
a geniale convegno, prima privatamente, poi nel retro della
Libreria Beuf (oggi Libreria Bozzi, in via Cairoli), per leggere riviste internazionali e discuterne.
Eretta
Ente Morale con Regio Decreto nel
1872, la Società si trasferisce in piazza Fontane Marose, nella sede di
Palazzo Spinola (l'attuale Palazzo del Banco di Sardegna). Diventa presto un vivace centro di aggregazione e di confronto per il ceto dirigente che si riconosce nell'eredità risorgimentale e che concepisce la
cultura come sapere messo al servizio della
crescita civile, fondamentale strumento di progresso del Paese e di miglioramento dell'individuo.

In pieno centro, vicina alla Galleria Mazzini, al Teatro Carlo Felice e a piazza Banchi, la Società diventa un
luogo d'incontro aperto fino a mezzanotte. Ha una consistente
biblioteca, a disposizione dei soci, ricca di volumi e di riviste italiane e straniere.
È sede di
dibattiti e conferenze aggiornati sull'ampio ventaglio di idee, teorie e proposte che la cultura tecnico-scientifica-letteraria porta all'attenzione di studiosi e uomini impegnati nella politica.
Dal
1870 li documenta puntualmente sulle pagine di una propria pubblicazione: prima le
Effemeridi, poi la
Rivista Ligure, dal
1900.

Fra
gli uomini che ne hanno segnato le vicende, sono molti i nomi illustri: Anton Giulio Barrili, Paolo Emilio Bensa, Nino Bixio, Ruggero Bonghi, Giosuè Carducci, il duca di Galliera, Angelo de Gubernatis, Antonio Fogazzaro, Giuseppe Garibaldi, Arturo Issel, Marco Minghetti, Enrico Morselli, Theodor Mommsen, Eugenio Montale, Vilfredo Pareto, Federico Ricci, Paolo Rossi, gli armatori Piaggio e Rubattino, Aurelio Saffi, Quintino Sella, Giuseppe Verdi, Jacopo Virgilio.
Quando nel
1917, in piena guerra, la Rivista cessa le sue pubblicazioni, anche per la Società si conclude il periodo d'oro della sua esistenza.

Segue un lungo periodo di crisi e una difficile battaglia, durante il regime fascista, per la difesa di quella tradizione di
indipendenza e libertà che aveva qualificato il sodalizio fin dagli esordi.
La Società
rinasce nel dopoguerra e riprende negli anni Cinquanta la sua
attività, che prosegue tuttora nella sede di
Palazzo Ducale:
- la biblioteca, riaperta al pubblico dal 1999;
- conferenze e dibattiti sui più vari argomenti scientifici, storici, letterari e politici;
- oggi, la possibilità di consultare la videoregistrazione di tutte le conferenze in sede;
- il Laboratorio di letture e le altre attività riservate ai soci.